Bellanova: ministro degli agricoltori canadesi? Allora si dimetta!

La Bellanova in visita da Casillo - importatore e trasformatore di grano canadese - apprezza ed elogia un made in Italy industriale realizzato con materie prime agricole straniere. Gli agricoltori: "Non ci sentiamo rappresentati". I consumatori: "Siamo sempre più confusi da una etichettatura ambigua e dall'assenza di controlli ai porti". Oggi pomeriggio Question Time al Senato

Dopo la visita del Ministro Bellanova al Gruppo Casillo di Corato, nel bel mezzo della campagna elettorale per le regionali di Puglia, agricoltori e consumatori si sono detti sconcertati dal suo messaggio.

E' inquietante che la massima rappresentante degli agricoltori italiani, in visita dal maggiore importatore di grano estero, abbia espresso tanto entusiastico apprezzamento per la consolidata prassi di realizzare made in Italy industriale con materia prima agricola estera.

Prassi che deprime il reddito agricolo nazionale e la salute dei consumatori.

Succede quindi che un ministro dell' agricoltura di origine pugliese, ma eletta in Emilia Romagna, invece di tutelare il grano italiano, valorizza di fatto il grano canadese in quanto sostenitrice del CETA insieme al partito di Matteo Renzi.

Siamo di fronte ad un ministro degli agricoltori italiani o canadesi?

Chiunque ascolti il video si accorge che questa ministra in realtà difende gli interessi delle industrie italiane e non gli interessi del mondo agricolo.

Ciò è tanto più vero alla luce degli enormi quantitativi di grano importato che la Bellanova trascura, nonostante le molteplici interrogazioni parlamentari e che rappresentano l'assoluta prevalenza di grano canadese durante il 2020 nella trasformazione di primo livello (semola) e secondo livello (pasta, pane, ecc.).

Nel question time che si terrà oggi pomeriggio al Senato alle ore 15.00 sono contenuti tutti i dati di importazione, l'elenco delle navi e le domande che saranno rivolte alla Ministra.

Il totale del grano importato dal Gruppo Casillo, pari a circa 2 milioni di quintali, supera la metà di tutto il grano importato in Italia da gennaio ad oggi: la Ministra Bellanova cosa intende fare politicamente per ridurre questi flussi affinché il made in Italy sia autenticamente tale?

Rispetto all'etichettatura ai consumatori italiani non interessa la proroga del provvedimento normativo al 20121, come ha dichiarato Bellanova, bensì preme conoscere l'esatta quantificazione dei residui di contaminanti e non sigle ingannevoli circa la provenienza della materia prima.

Infatti, le nostre analisi di maggio, presentate in conferenza stampa a Roma, confermano la presenza di Glifosate e Don in quasi tutte le marche di pasta che non riportano la dicitura 100% grano italiano.

I consumatori italiani sono altresì preoccupati perchè durante l'emergenza Covid e non solo, mentre la filiera non si è fermata i controlli ai porti non sono mai partiti come è stato documentato durante le audizioni in commissione agricoltura nell'affare assegnato.

La Bellanova quando si è recata da Casillo, principale importatore e trasformatore di grano canadese ha domandato e verificato se egli dia la precedenza e la giusta valorizzazione al grano prodotto dagli agricoltori italiani da lei rappresentati? No, con il suo messaggio ha ringraziato gli imprenditori che hanno sempre assicurato la trasformazione e la produzione del made in Italy industriale (produzione di pasta made in Italy mediante la trasformazione di grano canadese) anzicché dedicarsi al suo ruolo istituzionale di tutela del made in Italy agricolo.

Dal suo punto di vista dovrebbee preoccuparsi della tutela del prodotto agricolo italiano, della materia prima, del grano, non del prodotto industriale ottenuto miscelando grano canadese con grano italiano.

Ecco perchè gli agricoltori e i consumatori non si sentono rappresentati da questo modo di fare politica e chiedono le dimissioni della Bellanova.

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