CUN: INDUSTRIALI BOICOTTANO RIUNIONI

Per due volte consecutive la parte acquirente, cioè gli industriali, ha disertato le riunioni della CUN del grano. Gli agricoltori promettono battaglia legale. Segui la vicenda su Granosalus

Lo hanno fatto di nuovo. Per la seconda volta consecutiva gli industriali non si sono presentati alla riunione della CUN sperimentale del grano duro, come denunciato anche da Liberi Agricoltori.

Il comunicato di Liberi Agricoltori sulle assenze della parte acquirente alle riunioni della CUN

A questo punto il sospetto che sia in atto un vero e proprio boicottaggio è sempre più forte. Vedremo come si comporteranno alla riunione prevista per oggi, lunedì 22 novembre.

La parte acquirente, quella cioè dei trasformatori, ha disertato le riunioni della CUN l’8 novembre, il 15 novembre, il 22 novembre e il 29 novembre.

Invece la parte venditrice, ossia i produttori di grano, si è presentata regolarmente. Perché sa che la CUN è l’unico strumento in grado di garantire equità e trasparenza nella formazione dei prezzi del grano, come noi di Granosalus abbiamo spiegato più volte.

In mezzo vi sono le organizzazioni sindacali, che mantengono un silenzio ormai imbarazzante rispetto al boicottaggio delle industrie.

La cosa più sconcertante è che, nel frattempo, gli industriali si presentano alle Borse merci: evidentemente riconoscono quelle come sedi idonee e non la CUN.

Il punto è che le Borse merci sono uno strumento ormai obsoleto, come riconosciuto anche dalla sentenza del TAR di Foggia che ha annullato i listini della Camera di commercio di Foggia.

L’istituzione della CUN sancisce automaticamente che deve essere quello il luogo in cui determinare una previsione sui prezzi. E chi non si adegua va, di conseguenza, contro la legge.

Il Ministro Patuanelli dovrebbe prendere coscienza di questo e adottare tutti i provvedimenti idonei per il pieno funzionamento della CUN. Altrimenti non si capisce davvero cosa ci stia a fare lì se non tutela il mondo agricolo, dei produttori ed i consumatori.

Nel frattempo, gli agricoltori sono stanchi. E hanno tutta l’intenzione di reagire, anche passando alle vie legali, come ha reso noto il senatore Saverio De Bonis.

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