Grano avariato: dall’Algeria a Ravenna

Mentre il reddito degli agricoltori è compromesso dai tagli alla PAC, continuano ad arrivare navi cariche di grano estero di dubbia qualità (o avariato) che deprimono il mercato italiano. Al porto di Ravenna è approdata il 7 luglio la nave “Sumatra”, respinta dalle autorità algerine perché il carico di frumento duro canadese era avariato. Se n’è parlato ieri al question time in Senato con il Ministro Patuanelli.

Durante il question time di ieri al Senato, il senatore Saverio De Bonis ha interrogato il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli sulla nave “Sumatra”, arrivata al porto di Ravenna con un carico di grano probabilmente ammuffito e avariato. Riportiamo il video integrale dell’intervento.

Il question time al Senato con Patuanelli

Il tragitto della Sumatra

La nave è una bulk carrier, IMO 9753260, battente bandiera portoghese, che si è rimessa in mare il 30 giugno dopo essere stata respinta al porto di Annaba, in Algeria, dalle autorità statali per motivi sanitari. 

Come riferiscono attendibili fonti giornalistiche straniere al suo interno vi erano insetti e un odore sgradevole, probabilmente a causa di infiltrazioni d'acqua.

Dopo circa un mese di blocco, la nave ha ripreso il mare dieci giorni fa e dopo un breve rifornimento presso il sito di Sarroch, in Sardegna, si è diretta con il suo carico presso il porto di Ravenna.

Stando alle dichiarazioni delle autorità algerine, il carico è stato rifiutato perché non soddisfaceva “gli standard concordati” con il fornitore Richardson.

Le autorità italiane hanno dichiarato che la “Sumatra” contiene sicuramente un carico di 33.492 tonnellate di grano di terza categoria Western amber durum, proveniente da Vancouver, in Canada.

Ancora grani insalubri dall'estero

Ancora una volta, è arrivata in un porto italiano una nave fortemente sospettata di trasportare grano deteriorato e ammuffito. Anche questo dal Canada. Tutto questo avviene mentre gli agricoltori devono già affrontare non poche difficoltà a causa dei sostanziosi tagli previsti dalla nuova PAC.

Come più volte denunciato da Granosalus, non è la prima volta che arrivano navi straniere con grano spesso canadese, al glifosato e in pessime condizioni igieniche. Grano poi scaricato nei porti italiani, soprattutto quello di Bari.

Anche qualora il grano in questione fosse destinato all'alimentazione zootecnica, non è detto che abbia i requisiti di salubrità per utilizzarlo come mangime. E se il carico era già deteriorato a maggio, difficilmente dopo un mese e mezzo di stivaggio potrà risultare migliorato.

Le responsabilità delle istituzioni italiane

Le autorità italiane hanno il dovere di spiegare come mai questa nave sia arrivata in Italia dopo essere stata respinta dall'Algeria e chi siano i destinatari del carico a Ravenna. Bisognerebbe accertare che tipo di grano contenga e in che condizioni sia. E sono necessari controlli capillari su tutte le cinque stive da parte dell'ICQRF per verificare le condizioni del carico.

Non è normale che questi grani possano arrivare in uno Stato membro dell’UE come l’Italia dopo essere stati respinti da un paese nordafricano che non ha voluto utilizzarlo né per uso alimentare e nemmeno per uso mangimistico.

Il governo italiano dovrebbe prendere lo spunto per avviare un percorso per abbassare i limiti di tolleranza di muffe e micotossine a livello comunitario.

L'importanza della CUN

Inoltre, è indispensabile concludere con urgenza il processo di costituzione della CUN del grano. È l'unico strumento in grado di garantire trasparenza sui meccanismi di formazione dei prezzi. La CUN dovrebbe prevedere anche una griglia di qualità che tenga conto delle caratteristiche tossicologiche del grano, come già avviene in altri paesi. 

Grazie a queste misure, si potrebbe: 1) armonizzare le quotazioni del mercato italiano con quelle del mercato internazionale; 2) arginare le speculazioni attraverso l'immissione nel mercato italiano di grani stranieri poco costosi ma di dubbia qualità.

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